Sciacca: strage di cani con bocconi avvelenati!

I cani avvelenati sarebbero arrivati a un centinaio secondo delle segnalazioni.

L’episodio è accaduto a Sciacca, in provincia di Agrigento. Le carcasse giacciono sul ciglio della strada da mercoledì sera. A oggi, viene spiegato nella denuncia, non sono state ancora rimosse.

Nella zona da tempo era stata segnalata la presenza di numerosi randagi, alcuni dei quali hanno anche aggredito gente in moto o a piedi.  L’Istituto zooprofilattico di Sicilia dovrà stabilire che tipo di veleno è stato utilizzato per uccidere i randagi. Già qualche settimana fa un cane era stato avvelenato in via Sacro Cuore mentre due sono stati salvati grazie all’intervento tempestivo dei veterinari dell’Asp.

La polizia sta effettuando gli accertamenti del caso, l’ipotesi è che ad agire sia stato qualcuno che, non riuscendo ad allontanare i cani randagi dalla zona, ha deciso di ucciderli.

Anna Maria Friscia, presidente dell’ANTA (Associazione Nazionale Tutela Animali) si è detta sgomenta per un episodio «dal quale – afferma – si può facilmente evincere la gravità della situazione e l’urgenza di porre in essere tutte le misure di salvaguardia che sono obbligatorie in una società civile».

Da parte sua, il Comune ha presentato una denuncia contro ignoti alla Procura, dimostrando di non voler restarne impassibile di fronte all’accaduto. Il sindaco del comune agrigentino, Francesca Valenti ha diramato un’ordinanza per lanciare un appello urgente alla popolazione. In particolare, viene richiesto di usare particolare prudenza ed attenzione alle esche avvelenate delle quali sembra essere pieno il territorio.

Nella sua pagina Facebook ci sono messaggi dal tono minaccioso nei quali viene augurato a lei e alla sua famiglia di fare la stessa fine dei cani. Ma il sindaco spiega che è legato all’assenza di strutture di ricovero, quindi respinge le accuse di chi la ritene responsabile morale della strage.

Il post del sindaco Francesca Valente

 

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